Il “senso” della vita. La mia.

Essendomi impegnato con Pasquale a ‘collaborare’ con questo ‘neonato’ Blog tenterò di condividere con quanti vorranno, una serie di ‘riflessioni’.
Avviso tutti che userò il mio bagaglio di ‘caos personale’. Un ‘personal-caos’, che volutamente non chiamo ‘esperienza’ e da cui (ri)emergono ogni tanto, per ‘strane coincidenze’, tutta una serie di parole, emozioni e ricordi che, anzichè ‘tranquillizzarmi’, finiscono per creare altri ‘collegamenti’.
Avrete tutti notato che, ultimamente, sta diventando prassi quotidiana il richiamo, la citazione, l’invito o l’obbligo a questa o quell’ ‘appartenenza’. Alla ‘militanza’ attiva. Allo ‘schieramento’.
E così oggi, dal mio ‘caos’, è emersa la parola”senso”. Meglio ancora, “senso della vita”.
Ho riflettutto spesso su questa parola: il “senso” della vita, della mia vita; un po’ per carattere, un po’ perché ‘costretto’ dalla vita stessa e un po’ per il mio lavoro (che non considero solo un mestiere). Non so se ‘riflettere’ sia sempre un ‘bene’ per me (lo dicono gli amici !), ma so che mi è inevitabile…!
Così come inevitabile mi è rapportare la mia vita agli insegnamenti del Cristo e a quelli (a volte un po’ più ‘ambigui’) della mia religione.
Sono cattolico, ma non riesco a pensarmi ‘fortunato depositario’ di ‘verità assolute’. E non credo, per principio, alla parola ‘assoluto’. Sarò un ‘relativista’, quindi ? Ma Dio non è u-n-o-e-t-r-i-n-o? (e ‘relativista ’pure Lui, dunque?)
Sono cristiano, perché credo in Gesù Cristo e nella sua resurrezione, ma , proprio per questo, credo anchedi non essere nè migliore nè peggiore del mio prossimo. Credo che la Fede riguardi solo e soltanto me e la mia vita.
Avendo dunque Fede in Gesù Cristo, provo a seguirne i dettàmi e mi sforzo di ‘annunciare’ il Vangelo (la Buona Novella) come meglio posso. Un disastro quotidiano, in pratica!
Come SO BENE che dovrei fare, infatti, quasi mai riesco a chiedermi, prima di pensare/parlare/agire: “… Gesù che penserebbe/direbbe/farebbe ora?”
Il ‘senso della vita’, per me, è quella motivazione ultima, vera, intima, della quale ‘impregniamo’ ogni nostra azione/emozione umana. E il termometro di ciò che facciamo (pensieri, parole ed azioni) è nel nostro cuore. Lì non ci è consentito barare. Do un senso alla mia vita quando agisco – indipendentemente dal risultato – con consapevolezza; che non significa ‘convincimento’, ma ‘essenza ultima’ del gesto, si tratti di pensiero o di azione.
Qualcuno (non chiedetemi chi …) lo ha (pure) identificato questo ‘senso della vita’, nel termine ’condivisione’. Altri con la Legge di Dio (ovviamente tutti i tipi di credenti nei vari DIO).
Pur sapendo che ci sono, senza dubbio, altri termini e prospettive (che spero mi segnalerete …) concordo sulla parola ‘condivisione’, a patto che ci si intenda sul suo significato…!
La condivisione, per essere tale, deve prevedere, come minimo, un dualismo (chiamiamolo ‘pluralismo’ per comodità). Si potrebbe mai condividere da soli?
Ma condizione essenziale,a mia avviso (scrivete, scrivete …), per una ‘vera’ condivisione è essere consapevolmente convinti di non essere diversi dall’altro’. Infatti, ove mai una sola delle parti ‘condividenti’ pensasse invece, anche per un attimo solo , di essere ‘migliore/peggiore’, cioè ‘diversa’, dall’altra, cesserebbe la ‘condivisione’ Quando Gesù dice: “… gli ultimi saranno i primi e i primi, ultimi” Mt 20, v. 16) penso significhi esattamente questo; non parla dell’Aldilà, ma del ‘qui e ora’, dell’ ‘Adesso’; non di uno scambio di posti o di una mera rivalsa di questi su quelli, e viceversa, all’infinito …, ma invita ‘tutti’ i partecipanti a ‘rendersi uguali’ nella condivisione. Allora e solo allora cesseremo di vedere l’ ‘altro’ dal basso o dall’alto delle ‘nostre’ categorie e si concretizzerà ‘solo’ l’ Amore (è questo il Regno dei Cieli ?).
È qui che io individuo una ‘duplice mancanza’ della formazione ‘cattolica’: il mancato, difficilissimo, allenamento a riconoscere e mettere in pratica questo tipo di Amore richiestoci da Gesù, per disimparare a coltivare quell’egoismo che, invece, cresce in noi, spontaneamente, come e più della zizzania. E che spesso spacciamo per ‘buonismo’ e ‘altruismo’.

Mi piacerebbe dirvi anche ciò che penso sulla Legge di Dio ….
…ma sarebbe troppo e Pasquale, democraticamente, mi ‘sanzionerebbe’ per cui, per adesso, mi fermo qui in attesa di qualche vostro commento.
Vi prometto, a breve, la seconda parte di questa ‘riflessione’ e vi anticipo anche che dal mio ‘personal-caos’ stanno già affiorando altre “parolacce” (alcune già citate …): ‘coscienza’, ‘gerarchia’, ‘anima’, ‘assoluto’, ‘preghiera’, ‘libertà’, ‘sessualità’, ‘Chiesa’, ‘Legge‘, ‘dialogo’, ‘morte’, ‘autorità’, ecc. ecc., di cui, a breve, vi chiederò conto sperando in un vostro contributo alla discussione e, soprattutto, alla CONDIVISIONE.

Cordiali saluti,

dr. Massimo De Vinco

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