Ribelli, testimoni e cittadini

Come in una laica Settimana Santa, in cui si cammina piano, e ci si ferma in silenzio, e si ricorda, si ascolta, ci si interroga e, dialogando, lo si fa a bassa voce, ho vissuto le giornate di memoria delle vittime di mafia come un periodo sabbatico, in cui le parole, se necessarie, andavano spese bene e non sciupate. Per felice ma non casuale coincidenza, a cavallo tra la manifestazione di Casal di Principe in ricordo di don Peppino Diana e il grande corteo di sabato col ricordo delle vittime, si è tenuto, qui ad Avellino, nella mattinata di venerdì 20 marzo, un incontro con Nando Dalla Chiesa, dal titolo “Ribelli contro le mafie. Memoria, testimonianza ed impegno per una piena cittadinanza.” “Ribelli” in omaggio alle sei protagoniste dell’omonimo libro (Francesca Serio, Felicia Impastato, Saveria Antiochia, Michela Buscemi, Rita Atria e Rita Borsellino), che ragazze ed insegnanti hanno letto e commentato con partecipazione e profonda commozione, fino a impararne a memoria le pagine. Sei profili a partire dalle quali si è rivissuta la trama dolorosa e ancora tragicamente aperta di un potere criminale, che come sottolineato dal colonnello Sottili, si è distinto dagli altri non solo per la sua efferatezza e il suo radicamento sul territorio, ma soprattutto per la sua “invisibilità”, “pervasività” e contigua complicità con la politica. Sottili è un uomo delle istituzioni ed ha dalla sua un’autorità guadagnata sul campo: ha lavorato a lungo, come giovane tenente, agli ordini di Carlo Alberto Dalla Chiesa, il generale poi prefetto di Palermo. Ed ha diretto le delicatissime indagini che hanno portato all’identificazione e alla condanna delle “talpe” nella Dda di Palermo: quelle in virtù delle quali il presidente della Regione Sicilia, Totò Cuffaro, è stato condannato a 5 anni per favoreggiamento. “Vasa-vasa”, ha festeggiato a cannoli lo scampato pericolo di una più grave condanna per associazione mafiosa: e oggi non solo siede in senato (per l’UDC) ma dal 4 marzo è pure membro della commissione di vigilanza (!) Rai.
Dopo un breve intervento di chi scrive, per mettere in guardia i ragazzi dal considerare i morti per mafia degli eroi lontani, santini di una guerra altra che non ci riguarda, e invitarli a guardarsi dall’indifferenza e da quella mafiosità dei comportamenti che spinge a ricercare la soddisfazione di un bisogno in canali personali di favore ed arbitrio, e dopo l’esposizione dell’inchiesta realizzata dai ragazzi (secondo cui la percezione e l’interesse per la lotta alle mafie cala (!) sensibilmente col crescere dell’età), Dalla Chiesa ha in particolare toccato il tema dell’importanza della scrittura e del racconto nella lotta alle mafie:

“La storia, talvolta, si incarica di far giustizia: rimanda indietro i potenti; e fa venire davanti quelli che stanno sullo sfondo e sembrano non contare nulla: eri in prima fila e non ti ricorda nessuno; eri in ultima e ti ricordano tutti. La storia fa giustizia purchè qualcuno la racconti”. E’ stato il caso di Rosario Livatino, il giudice ragazzino, di Peppino Impastato, il protagonista de I Cento passi, o di Salvatore Nuvoletta, il carabiniere di 20 anni, massacrato a Marano. E’ per l’impegno testardo di chi ha ricordato e reso possibile il ricordo di quelle storie che la loro testimonianza risulta oggi così incisiva.”

Dalla Chiesa ha poi ricordato il clima di insurrezione civile che si respirava a Palermo durante i funerali di Falcone e Borsellino, al punto che fu impedito alla gente di entrare nella cattedrale. E ha sottolineato come sia oggi indispensabile non solo mobilitare le coscienze e attrezzarsi culturalmente ma anche “partecipare“, persino fisicamente, il proprio territorio per strapparlo a chi vuole usarlo per farne luogo di prostituzione e di spaccio. Dopo i duri colpi che le sono stati inferti, la mafia è oggi in difficoltà: non così ndrangheta e camorra, che stanno massicciamente investendo i loro capitali anche al Nord: a Milano la ndrangheta ha il monopolio assoluto della movimentazione terra; la camorra sta massicciamente investendo in Emilia.

Venerdì, in città, c’era la neve . A Monteforte, in autostrada, addirittura una tormenta. Ma nel salone del Virgilio, nelle parole di Amelia Benevento e delle sue ragazze, in quelle di Mauro Aquino, che ha parlato a nome della comunità di recupero di Villa Dora (l’ex casa dei Dalla Chiesa a Prata) c’era l’emozione, il calore e la voglia di far finire un inverno durissimo.

Più tardi, in serata, di ritorno da Napoli, ho trovato ad attendermi a casa un alunno, per una lezione di greco. “Non ho compiti per domani”, mi ha detto. “Perchè?”. “C’è una manifestazione. Per la mafia, dicono. Ne approfittiamo tutti per un bel filone.”
L’indomani ho saputo che il vicepreside del “faro di civiltà” della nostra provincia, il Liceo Classico “Pietro Colletta”, si era rifiutato di “giustificare” i boy-scout recatisi a Casal di Principe. Di considerare quella partecipazione non un’assenza, ma un’azione didattica, nonostante l’attestato Agesci esibito puntualizzasse i termini dell’accordo col ministero. Il mio alunno ciuco e i suoi compagni filonari, invece, l’hanno fatta franca. Hanno portato il loro bel librettino di giustifica firmato e la cosa è finita lì. Non uno scapaccione a casa, non una parola dal solerte vicepreside o dai loro insegnanti.
Un filone sui morti. Bravi. Complimenti davvero.

Perché arrivi veramente primavera, insomma, c’è ancora tanto, e sempre, da raccontare.

Pasquale Pirone

P.S. L’inchiesta palermitana di Gianmarco Sottili e dei suoi uomini è stata splendidamente raccontata, con i filmati e gli audio girati dagli investigatori, in “Doppio Gioco” , una straordinaria “docu-fiction” mandata in onda lo scorso 3 ottobre da Rai3, senza un adeguato risalto sulla stampa e sul web. Con un “vigilatore Rai” come Totò Cuffaro, simili programmi, in futuro, avranno certamente ancor più spazio . Nel frattempo, tuttavia, grazie all’impegno di un generoso internauta, è possibile rivederlo on line in 10 parti. Ne consiglio caldamente la visione, per comprendere il clima di complicità e connivenza in cui sguazza la mafia di ultima generazione. Ecco i link alle singole parti:
1 ; 2; 3; 4; 5; 6; 7; 8; 9; 10.

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