Lettera aperta ai malati di oggi e di domani

CARO PAZIENTE,…

la presente per comunicarTI quanto segue:

1. FINALMENTE ABBIAMO VINTO! (150 vs 123).

2. LA LEGGE SUL TUO TESTAMENTO È FATTA E TU NON CONTI PIÙ NIENTE.

3. Abbiamo finalmente legalizzato il fatto che TU, (proprio TU), caro paziente, per essa (e per noi sepolcri imbiancati…) non conti niente, con gioia nostra (che l’abbiamo voluta e votata), e di “quelli” che ce l’hanno ‘imposta’ pregando per noi e, soprattutto, per TE …!

4. Da oggi, qualsiasi cosa tu possa volere per la tua salute, non ti sarà più consentito sceglierla, alla faccia della (TUA) libertà …!

5. Potrai infatti liberamente depositare presso il tuo medico di base tutte le DAT (Dichiarazione Anticipata di Trattamento) che vorrai, ogni 5 anni, ma nel momento in cui dovessero servire (e Ti ricordiamo che gli scongiuri sono peccato” …), non saranno per nulla vincolanti, sempre alla faccia tua e dei tuoi eventuali tutori …!

6. FINALMENTE il card. Bagnasco & C. potranno tornare ad occuparsi di offendere gli ebrei e gli islamici, di omosessualità, di sesso e di AIDS, di scomuniche a medici e madri di bambine stuprate e di quelle a ‘preti’ e teologi ‘di strada’, di perdonare misericordiosamente chi nega la Shoah, dell’amata (!) Africa, di preservativi nuovi e usati, della ‘non-colonizzazione’ del continente latino-americano (!) e delle speculazioni lì effettuate dallo I.O.R. (l’etica Banca Vaticana), ecc. ecc. ecc..

Nel salutarTI con affetto, cogliamo ancora l’occasione per segnalar TI anche l’assoluta inutilità, oramai, di parole come “eutanasia” (vietata dall’art. 2 Costituzione), “rapporto di fiducia medico-paziente”, “libertà di cure”, “accanimento terapeutico” (vietato dall’art. 32), “coscienza professionale”, ecc., delle quali ci siamo sempre riempiti la bocca e poco il cuore, impegnati a coltivare sempre e solo il ‘nostro bene’, travestito da carità e senso della (solo nostra) vita.

Caro paziente, speriamo di incontrarti quanto prima nelle corsie dei nostri ospedali pubblici e, ancora meglio, in quelli privati e pseudo-convenzionati, per infilarti amorevolmente un sondino lì dove non vuoi e per tutto il tempo che decideremo noi e solo noi, in modo tale da poterti garantire, contro ogni tua volontà, un’amorevole e disinteressata agonia assistenza fino alla TUA non-morte.
Amen. Così sia. Cosi sarà.

Cordialmente tuoi
Quelli che NON TI DIMENTICHERANNO MAI

P.S. A margine, TI segnaliamo un elenco di “favorevoli” e “contrari” a quanto su esposto perché tu possa, eventualmente, ricordarti di loro e/o dei loro cari nelle TUE preghiere quotidiane (se credente come noi) o durante gli altri riti e/o rituali TU sia solito praticare (finchè te lo concederemo) nella TUA “EX VITA.

PRO (150)
1. PdL
2. UDC
3. Emanuela BAIO (dissidente PD)
4. Claudio GUSTAVINO (dissidente PD)

CONTRO (123)
1. PD
2. Enzo Bianco
3. Marcello PERA (dissidente PdL)
4. Antonio PARAVIA (dissidente PdL)

ASTENUTI
1. Maurizio SAIA (PdL)
2. Lucio MALAN (PdL)
3. Barbara CONTINI (PdL)
4. Riccardo CONTI (PdL)
5. Beppe PISANU (PdL)
6. Umberto VERONESI (oncologo)
7. Francesco RUTELLI (PD)

2 pensieri riguardo “Lettera aperta ai malati di oggi e di domani

  • 29 Marzo 2009 in 13:25
    Permalink

    Per chi non lo conoscesse, Massimo, l’autore del post, non è il primo dissennato in vena di livori anticlericali: è un chirurgo, con una lunga esperienza di chirurgia d’urgenza, è cattolico e ha un lungo impegno come capo scout. La madre è morta di alzheimer. Il padre, medico, si occupava del riconoscimento delle invalidità. Il suocero, medico stimatissimo, è morto di cancro. Insomma l’esperienza del dolore umano, in corsia e fuori, proprio non gli manca.

    Per accreditarsi crediti Oltretevere , la “Casa delle Libertà di fare il proprio porco comodo” (quando si tratta di licenziare, evadere il fisco, manipolare i bilanci, salvare compari e comparielli con leggi su misura) ha deciso che l’umanissima libertà di sottrarsi a cure non richieste e pervicacemente – queste sì – disumane , non conta assolutamente nulla.
    Che il dolore e la pietà di una parte degli italiani in carne, ossa e piaghe da decubito, e delle loro famiglie, sia voce al vento da soffocare. Da deridere o da criminalizzare.

    Poteva essere l’occasione di un un dialogo pacato e rispettoso tra uomini che conoscono il loro destino di morte, amano la vita e si impegnano contro la sofferenza e il dolore. E’ stata invece l’occasione per creare ancora una volta un clima da stadio, un maccartismo becero e cinico.

    Si andrà al referendum. Nè si ha voglia di evitarlo: più si scava il solco, più si spera poi di battere cassa in Vaticano.

    Sorprende, infine, ma fino a un certo punto, l’astensione di Umberto Veronesi.
    Timore di una stretta sui finanziamenti della Regione lombardia?

    Pasquale Pirone

  • 29 Marzo 2009 in 1:13
    Permalink

    Carissimo paziente, se avrai un po’ di pazienza, la seconda carica dello Stato proverà a vedere cosa sarà possibile fare per…. vedere di migliorare il tutto.
    Sempreché l’AVVENIRE si accontenti della Grazia e possa fare a meno di “Troppa grazia….!” (vedi il titolo con cui il quotidiano della CEI aveva salutato il voto in Senato).

    Roberto Bertoli

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