No grazie, Mr. Burns…

In giro tra una scuola e l’altra del Paese, don Luigi Ciotti, ama ripetere: “E’ da tempo che non parlo più di educazione alla legalità, ma di educazione alla responsabilità. Di legalità ci si può facilmente riempire la bocca. Il problema è il senso che si dà alle parole. E le parole assumono un senso oppure un altro a seconda della credibilità di chi le pronuncia.”
Ho sentito ribadirgli questo concetto, una decina di giorni fa, in occasione dell’appuntamento organizzato da “Libera” con gli studenti del locale Istituto d’Arte in preparazione della Giornata della Memoria e dell’impegno, quest’anno in programma a Napoli, puntualmente il 21 marzo, primo giorno di primavera.

Potete allora immaginare cosa mi sia passato per la testa quando mi è capitato di leggere sui giornali le dichiarazioni seguenti:
Occorre “liberare questa terra dalla presenza ingombrante di persone senza futuro…”
C’è bisogno di “Una politica che sia nuovamente speranza…”
Bisogna “Purificare” il tessuto sociale e amministrativo…
Bisogna sconfiggere le condizioni di decadenza generate da una politica “che si è ridotta allo scambio di potere, al chi vince e chi perde”
Questa è una città mortificata “dalla disgregazione umana, una città in cui manca il riferimento aggregante e il valore della comunità…”
“Solo qui il Partito Democratico ha avuto la sfortuna di non avere diessini e mettere insieme il peggio della Democrazia Cristiana”
“Contro i predatori del potere… il nostro impegno sarà proprio quello di liquidare i prepotenti”

Chi sarà stato a pronunciarle?

Nando Dalla Chiesa?
Niki Vendola?
Claudio Fava?
Di Pietro?
Roberto Bertoli in un delirio di onnipotenza?

Nulla di tutto questo.

Il rinnovatore, l’uomo nuovo, l’anima candida e immacolata, la vittima dei novelli bravi, il fustigatore del peggio della Democrazia Cristiana… si chiama…

… Luigi Ciriaco De Mita, da Nusco. (!)

P.S. …e, drammaticamente, c’era una platea di qualche centinaio di affamati quarantenni a spellarsi le mani per lui.

P.S.2
Sì, lo so… Il mio amico Peppino sostiene che il miglior modo per combattere De Mita è quello, gesuitico, di non citarlo mai. Ci ha provato il buon Veltroni, col “capo dello schieramento avversario”. Sappiamo tutti come è andata a finire…

Pasquale Pirone

Un pensiero riguardo “No grazie, Mr. Burns…

  • 8 Marzo 2009 in 14:50
    Permalink

    Onorato della citazione (e della squadra a cui Pasquale mi associa), confermo di trovarmi spesso a delirare, ma -ohimè- nemmeno in quei momenti ho la sensazione di essere onnipotente.
    Un antidoto a Ciriaco da Nusco? Ci provo: BUON OTTO MARZO!

    Roberto

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